Vespa, speciale 70 anni

vespa002Vespa, 70 anni e sempre in viaggio
Ora che compie 70 anni, e con oltre 18 milioni di esemplari prodotti dal lontano 1946, Vespa vive uno dei momenti più felici della sua lunga vita.

Vespa è uno dei simboli dello stile e dell’eleganza italiani. In 70 anni di storia è andata oltre la sua funzione di commuting identificandosi con uno stile di vita che ha i suoi capisaldi in valori quali la libertà, la bellezza, il rispetto per il mondo che ci circonda. Dal 2004, quando furono prodotti 58mila veicoli, la crescita del marchio Vespa è stata spettacolare. Si sono toccate le 100mila nel 2006, per arrivare alle quasi 170mila del 2015.

Vespa ha triplicato la sua produzione nel giro di un decennio durante i quali un milione e mezzo di nuove Vespa hanno iniziato a percorrere le strade del mondo.

Oggi Vespa è più che mai un marchio globale, vera cittadina del mondo ed è prodotta in tre siti produttivi: Pontedera dove Vespa nasce ininterrottamente dal 1946 e la cui produzione è destinata all’Europa e i mercati occidentali, Americhe comprese; Vinh Phuc, in Vietnam, che serve il mercato locale e i paesi del Far East, e che il 21 aprile 2015 ha festeggiato i 500mila scooter sin ora prodotti; in India, nel nuovissimo impianto di Baramati, aperto ad Aprile 2012, nel quale nascono le Vespa per il mercato indiano.

vespa001Vespa Oggi
Vespa, nelle varie epoche attraversate, ha sempre rappresentato lo stato dell’arte della tecnologia. Caratterizzata da un avanzatissimo concetto di carrozzeria portante, completamente costruita in acciaio, Vespa ha segnato l’evoluzione della mobilità individuale. Oggi le Vespa più recenti, dotate di motorizzazioni e soluzioni tecniche di supporto alla guida di avanguardia, rappresentano la sintesi stilistica di una evoluzione che ha reso immortale il design di Vespa rendendolo ovunque una icona dell’eleganza italiana.
Vespa Primavera – Giovane, innovativa, tecnologicamente all’avanguardia, agile e dinamica, attenta alla salvaguardia dell’ambiente nel quale è protagonista, Vespa Primavera (nelle cilindtare 50, 125 e 150cc) è protagonista del suo tempo, ereditando tutta la freschezza e la gioia di vivere che si accompagnano alla storia di un modello rimasto mitico nell’albero genealogico di Vespa. Dotata di modernissime motorizzazioni 50, 125 e 150cc Vespa Primavera si presenta anche dotata di ABS.
Vespa Sprint raccoglie l’eredità di una tradizione di vitalità e gioventù. È concepita come evoluzione del progetto Vespa Primavera e si presenta ai ragazzi di tutte le età esaltando gli stilemi di sportività che il suo nome, leggendario per nascita, evoca. Nasce con un corpo piccolo e leggero ma comodo e protettivo, realizzato tutto in acciaio ed è caratterizzata da una linea giovanissima, segnata da un grintoso fanale rettangolare. È dotata di grandi ruote da 12”, con spettacolari cerchi in lega di alluminio. Adotta le stesse motorizzazioni di Vespa Primavera e, attenta alla sicurezza, è offerta con sistema di frenata ABS.
Vespa GTS, il cosiddetto “Vespone” per sua scocca grande, è della gamma Vespa la più veloce, sportiva e divertente, perfetta per agli spostamenti urbani, grazie alle sue caratteristiche di maneggevolezza e alle prestazioni dei motori 4T da 125 e 300cc, raffreddati a liquido, ma anche per viaggiare fuori dalle mura metropolitane, da soli o col passeggero a bordo. La nuova gamma GTS, formata da Vespa GTS, GTS Super, GTS SuperSport e Touring, propone nuovi e raffinati dettagli stilistici, una dotazione di serie più ricca e moderna che comprende il sistema di frenata ABS e il controllo della trazione ASR, tecnologia che costituisce una esclusiva e un primato tecnologico del Gruppo Piaggio e contribuisce a rendere Vespa GTS più sicura e piacevole da guidare in ogni condizione.
armani_colPer il 2015 – 40° anniversario della fondazione della Giorgio Armani e 130° anno di vita del Gruppo Piaggio – Giorgio Armani ha firmato la nuova versione di Vespa 946, modello esclusivo che rievoca nel nome l’anno di nascita dello scooter diventato iconico e famoso in tutto il mondo, ed è caratterizzata da linee che reinterpretano in chiave contemporanea lo stile originario di Vespa. Vespa 946 Emporio Armani è non solo sinonimo di stile, ma di tecnologia: i monoblocchi di alluminio, la gestione elettronica a supporto della guida (anche attraverso il dialogo con gli internet devices di ultima release) si uniscono all’innovativo motore quattro tempi a iniezione progettato per il massimo contenimento di consumi ed emissioni. Il doppio freno a disco, il sistema di frenata ABS a doppio canale e le grandi ruote da 12 pollici garantiscono la massima sicurezza su strada.

 

vespa007Vespa: Le origini
Fondata a Genova nel 1884 da Rinaldo Piaggio, all’epoca ventenne, la società Piaggio si dedica inizialmente alla costruzione di arredamenti navali per poi estendere la propria attività alla costruzione di carrozze e vagoni ferroviari, motori, tram e carrozzerie speciali per autocarri.

Nel frattempo, con la prima guerra mondiale, Piaggio entra nel settore aeronautico, un business in cui opererà per i decenni a venire. Inizia così la produzione di idrovolanti e aeroplani, come pure l’acquisizione di nuovi stabilimenti: nel 1917 una fabbrica di aerei a Pisa, quattro anni dopo un piccolo stabilimento a Pontedera che sarebbe divenuto il centro della produzione aeronautica di Piaggio (eliche, motori e aerei completi, incluso l’avanzatissimo Piaggio P108 nelle versioni passeggeri e bombardiere). Negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, e durante il conflitto, Piaggio è uno dei maggiori produttori italiani di aerei. Proprio per questo rappresentano un obiettivo militare strategico e gli stabilimenti Piaggio di Genova, Finale Ligure e Pontedera escono distrutti dalla II guerra mondiale.

vespa004L’invenzione del 1946
I figli di Rinaldo Piaggio, Enrico e Armando, immediatamente dopo la guerra curarono il nuovo avvio della produzione industriale. Il lavoro più duro toccò a Enrico, cui spettava la ricostruzione del grande stabilimento di Pontedera, anche recuperando parte dei macchinari trasferiti a Biella, in Piemonte. Enrico Piaggio optò per una totale riconversione industriale, puntando sulla mobilità individuale di un Paese che usciva dalla guerra. Avrebbe realizzato la sua intuizione, creando allo stesso tempo un veicolo destinato a grandissima celebrità, grazie allo straordinario lavoro progettuale di Corradino D’Ascanio (1891-1981), ingegnere aeronautico e geniale inventore.

La nascita di un mito
La Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo. All’approssimarsi della fine della guerra, Enrico studia ogni soluzione per rimettere in moto la produzione nei suoi stabilimenti. A cominciare da quello di Biella, dove venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglato MP5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto.

vespa008Il progettista aeronautico non amava però la motocicletta. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; e oltretutto, per via della catena di trasmissione, sporcava. L’ingegnere trovò tuttavia tutte le soluzioni del caso attingendo proprio alla sua esperienza aeronautica. Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte.

vespa009Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo che con il “Paperino” non aveva più nulla a che vedere: una soluzione assolutamente originale e rivoluzionaria rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, suo disegnatore di fiducia, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: “Sembra una vespa!”. E Vespa fu.

vespa003Il brevetto di Vespa
Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. deposita – presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze – il brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”. Enrico Piaggio non esita a dare il via alla produzione in serie di duemila esemplari della prima Vespa 98cc. Il debutto in società del nuovo veicolo si tiene al prestigioso Circolo del Golf di Roma, alla presenza del generale americano Stone in rappresentanza del governo militare alleato. L’avvenimento venne ripreso dal cinegiornale statunitense Movieton: gli italiani avrebbero visto per la prima volta la Vespa nelle pagine interne di Motor (24 marzo ‘46) e nella copertina in bianco e nero de La Moto del 15 aprile 1946, toccandola con mano alla Fiera di Milano dello stesso anno, dove anche il cardinale Schuster si fermò incuriosito a guardare l’avveniristico veicolo.

vespa004Dallo scetticismo al “miracolo”
La Vespa 98cc viene posta in vendita in due versioni e con due prezzi: 55mila lire il tipo “normale” e 61mila lire il tipo “lusso” con alcuni optional quali il contachilometri, la stampella laterale e i raffinati pneumatici con fianco bianco. Addetti ai lavori ed esperti del mercato si divisero: da una parte chi coglieva nella Vespa la realizzazione di un’idea geniale, dall’altra gli scettici di rito destinati a cambiar parere ben presto.

Negli ultimi mesi del ‘47 la produzione inizia a decollare, e con l’anno successivo esce dagli stabilimenti Piaggio la Vespa 125, modello superiore che subito si afferma come successore della prima Vespa 98.

Il “miracolo” Vespa è ormai una realtà, e la produzione cresce incessantemente: se nel ‘46 Piaggio immise sul mercato 2.484 scooter, che diventarono 10.535 l’anno seguente, nel 1948 l’azienda arriva a produrre 19.822 mezzi. Quando poi nel ‘50 la produzione prende il via anche nella prima Licenziataria tedesca, ecco raggiunti i 60mila mezzi, mentre tre anni dopo ben 171.200 veicoli varcheranno le porte degli stabilimenti.

Anche i mercati esteri guardano con interesse alla nascita dello scooter, che suscita curiosità e ammirazione nei commenti di pubblico e stampa. Il Times parla di “un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli dopo la biga romana”. Enrico Piaggio alimenta allora con tutta la sua tenacia la diffusione di Vespa all’estero, e si fa promotore di una fitta rete di assistenza in tutti i Paesi europei e nel mondo. Non pago, l’imprenditore crea intorno al suo prodotto un’attenzione costante e un interesse sempre crescente anche con iniziative come la fondazione e la diffusione dei Vespa Club.

Vespa diventa il prodotto Piaggio per eccellenza, mentre Enrico collauda personalmente prototipi e nuovi modelli. Le sue prospettive imprenditoriali travalicano i confini nazionali e nel 1953, grazie alla sua infaticabile determinazione, le stazioni di servizio Piaggio in tutto il mondo – America e Asia comprese – diventano oltre diecimila. Dal canto loro i Vespa Club di tutto il mondo contano già allora oltre 50 mila iscritti, tutti schierati contro i sostenitori della “neonata” Lambretta Innocenti. Alla Giornata italiana della Vespa del ‘51 accorrono ben ventimila Vespisti. Andare in Vespa diventa sinonimo di libertà, di agile sfruttamento degli spazi e persino di rapporti sociali più facili. Il nuovo scooter è ormai un fenomeno di costume, che caratterizza un’epoca: nel cinema, nella letteratura e nelle immagini pubblicitarie Vespa compare infinite volte tra i simboli più significativi di una società che sta cambiando.

vespa005Nel 1950 la Vespa, a soli quattro anni dal debutto, viene prodotta in Germania dalla società Hoffmann-Werke di Lintorf; l’anno dopo aprono anche le Licenziatarie di Gran Bretagna (Douglas di Bristol) e Francia (ACMA di Parigi); nel ‘53 inizia la produzione anche in Spagna con la Moto Vespa S.A. di Madrid, fondata nel 1952, oggi Piaggio España. Subito dopo a Jette, nei pressi di Bruxelles. Nascono stabilimenti anche a Bombay e in Brasile; Vespa sbarca anche negli USA, e la grande diffusione dello scooter Piaggio attira l’attenzione anche del Reader’s Digest, che alla Vespa dedica un lungo servizio. Ma quel magico periodo non è che l’inizio: presto Vespa sarà prodotta in 13 Nazioni e commercializzata in 114 Paesi nel mondo. Anche in Australia, in Sud Africa (dove viene battezzata “Bromponie”, il pony della brughiera), Iran e Cina. E viene copiata: il 9 giugno 1957 le Isvestja salutano l’avvio della produzione in URSS, a Kirov, della Viatka 150 cc, un “clone” pressoché perfetto di Vespa. Piaggio aveva iniziato ben presto a estendere la propria gamma anche nel settore del trasporto leggero: poco tempo dopo la nascita di Vespa, nel 1948 inizia la produzione del motofurgone Ape a tre ruote, derivato dallo scooter; e subito il veicolo si afferma nell’immaginario collettivo per i suoi mille possibili impieghi.

Per Vespa si creano le più fantasiose versioni, prodotte in alcuni casi dalla stessa Piaggio ma soprattutto da meccanici appassionati. Ad esempio la Vespa-Sidecar, o addirittura la “Vespa-Alpha” del ‘67 che – realizzata con la Alpha-Wallis per l’agente Dick Smart, protagonista di film di spionaggio genere 007 – oltre a correre su strada, poteva anche volare, navigare e persino immergersi. L’esercito francese disponeva di alcuni modelli Vespa realizzati specificamente per trasportare armi e bazooka, e altri per essere lanciati insieme con i paracadutisti. Lo stesso esercito italiano nel 1963 richiese a Piaggio uno scooter paracadutabile.

Vespa: prodotta in oltre 18 milioni di unità
Vespa fu copiata e imitata in mille modi: ma l’unicità del veicolo assicura a Piaggio un lunghissimo periodo di successo, tanto che nel novembre ‘53 viene prodotto il cinquecentomillesimo modello, e nel giugno ‘56 il milionesimo. Nel 1960 Vespa supera il traguardo dei 2 milioni di unità prodotte; saranno 4 milioni nel 1970, e oltre 10 milioni nel 1988, tanto da fare di Vespa – oggi arrivata a superare quota 18 milioni – un fenomeno unico nel settore delle due ruote motorizzate.

Proprio il boom della Vespa – oltre alla diversa visione imprenditoriale dei fratelli Piaggio, con Enrico concentrato in Toscana sulla mobilità leggera individuale e Armando sul business aeronautico in Liguria – condusse alla scissione dell’azienda. Il 22 febbraio 1964 Enrico Piaggio acquista infatti la parte di Piaggio & C. S.p.A. detenuta dal fratello Armando, che costituisce a sua volta la nuova “Rinaldo Piaggio Industrie Meccaniche Aeronautiche” (I.A.M. Rinaldo Piaggio). Vespa 50 nasce l’anno precedente, il 1963, come risposta all’introduzione in Italia della targa obbligatoria per le “due ruote” di cilindrata superiore a 50 cc.

Il nuovo scooter, esentato appunto dall’obbligo della targa, è un immediato successo. In Italia la vendita di motoveicoli targati registra già nel ‘65 una contrazione del 28% rispetto all’anno precedente. Al contrario Vespa, grazie all’immissione sul mercato della nuova serie 50, viaggia con il vento in poppa. Il “vespino” si conferma elemento di grande successo nell’ambito della gamma Piaggio, e la sua produzione non verrà più abbandonata, superando a oggi la cifra di 3.500mila Vespa 50cc prodotte nei vari modelli e versioni. Vespa ET4 50, lanciata nell’autunno del 2000 (sostituita nel 2005 dalla Vespa LX) è la prima Vespa 50cc dotata di motore quattro tempi, e stabilisce un vero e proprio record di autonomia: oltre 500 km con un pieno di benzina.

Del tutto eccezionale e unica nel mondo delle “due ruote” è la storia di Vespa PX, il singolo modello di maggior successo nell’intera storia di Vespa: nata nel 1977 e ancora in produzione nelle cilindrate 125 e 150 cc, per la felicità dei suoi fedelissimi estimatori, ha superato la cifra di tre milioni di unità vendute.

Nel 1996, l’anno del cinquantenario dello scooter più famoso del mondo, nasce la gamma Vespa ET4 ed ET2. Il modello ET4 è la prima Vespa della storia spinta da un motore 4 tempi.

La storia infinita di Vespa segna un nuovo capitolo nel 2003 con la nascita della Granturismo 200L e 125L: con questi due modelli, Vespa raggiunge dimensioni e potenze del tutto nuove. Nel 2005 la gamma si arricchisce di due nuovi, importantissimi prodotti: Vespa LX (50, 125 e 150), che sostituisce, nel ruolo di “vespino”, la Vespa ET (oltre 460mila esemplari venduti dal 1996), e Vespa GTS 250 i.e., che a cinquant’anni dalla nascita della mitica Vespa GS Gran Sport, segna un nuovo capitolo nella gloriosa storia sportiva di Vespa. Spinta da un modernissimo e potente motore 250 cc 4 valvole raffreddato a liquido e dotato di iniezione elettronica.

Nel 2006, in occasione del 60° anniversario di Vespa, hanno visto la luce tre esclusivi modelli che interpretano in chiave moderna le eleganti linee delle prime Vespa: Vespa GTV, Vespa LXV e Vespa GT 60°. Nel 2007 è la volta della Vespa S: elegantemente ispirata alle linee e ai modelli degli anni ‘70, Vespa S è l’erede per il nuovo millennio delle mitiche 50 Special e 125 Primavera. Nel maggio 2008, nasce la Vespa GTS 300 Super: 145° modello, la GTS 300 Super è ancora la Vespa più prestante e di maggior cilindrata mai prodotta.

Nella primavera 2012 arriva, sulla serie piccola LX/S una importante innovazione di motore. Un nuovissimo monocilindrico 125/150 3 valvole a iniezione elettronica che definisce nuovi standard arrivando a percorrere 55 km con un litro di benzina e abbattendo le emissioni di Co2 del 30%. Una unità avanzatissima, interamente progettata, sviluppata e prodotta a Pontedera che equipaggia anche Vespa 946, la Vespa che segna il futuro.

Vespa 946, presentata al salone EICMA 2012 di Milano, apre una finestra sul futuro dello stile e della tecnologia. Vespa 946 svela un possibile futuro con un omaggio al suo capostipite, il prototipo MP6 che diede origine allo scooter più famoso del mondo, esempio insuperato di stile e creatività italiani. Distillando l’essenza più pura di quei tratti che segnarono per sempre l’estetica della mobilità individuale, ed esaltando le linee che la hanno resa celebre, il Centro Stile di Pontedera proietta Vespa in un possibile futuro dove citazioni e proiezioni, tradizione e innovazione, si fondono senza soluzione di continuità.

Record, sport e raid: intorno al mondo con la Vespa
La Vespa ha vissuto anche una vera e propria carriera agonistica. In tutta Europa, nei lontani anni Cinquanta, prende infatti parte, anche con successo, a competizioni motociclistiche ufficiali (velocità e fuoristrada). Ed è protagonista di altre “avventure” del tutto inusuali.

Nel 1952 il francese Georges Monneret costruisce una “Vespa Anfibia” per la corsa Parigi-Londra, e compie con successo la traversata della Manica. L’anno precedente, la stessa Piaggio aveva realizzato un prototipo di Vespa 125cc per le gare di velocità, stabilendo il record mondiale sul km lanciato alla media di 171,102 km/ora.

La Vespa consegue anche un grande successo alla “Sei Giorni Internazionale” di Varese del 1951, vincendo 9 medaglie d’oro, più di ogni altra moto italiana. Lo stesso anno vede la partenza per il primo di una innumerevole serie di raid in Vespa: una spedizione in Congo, viaggio incredibile con uno scooter nato essenzialmente per muoversi nel traffico cittadino.

Giancarlo Tironi, studente universitario italiano, raggiunge il Circolo Polare Artico in Vespa. L’argentino Carlos Velez attraversa le Ande da Buenos Aires a Santiago del Chile. Anno dopo anno, la Vespa conquista sempre maggiore popolarità tra gli amanti dei viaggi-avventura: il giornalista italiano Roberto Patrignani va in Vespa da Milano a Tokyo; Soren Nielsen va in Groenlandia; James P. Owen dagli USA alla Terra del Fuoco; Santiago Guillen e Antonio Veciana da Madrid a Atene (la loro Vespa, che per l’occasione fu decorata personalmente da Salvador Dalì, è tuttora esposta al Museo Piaggio); Wally Bergen compie un grand tour delle Antille; gli italiani Valenti e Rivadulla percorrono tutta la Spagna; Miss Warral da Londra all’Australia e ritorno; l’australiano Geoff Dean compie in Vespa il giro del mondo.

Pierre Delliere, sergente dell’aeronautica francese, raggiunge Saigon in 51 giorni da Parigi, passando per l’Afghanistan. Lo svizzero Giuseppe Morandi percorre 6mila km, per la maggior parte nel deserto africano, su una Vespa che aveva comprato nel 1948. Ennio Carrega va da Genova in Lapponia e ritorno in soli 12 giorni. Due giornalisti danesi, Elizabeth e Erik Thrane, fratello e sorella, si recano a Bombay in Vespa. Ed è impossibile tenere il conto di tutti i Vespisti di ogni parte d’Europa e del mondo che hanno effettuato in Vespa il viaggio “mitico” sino a Capo Nord.

In pochi sanno che nel 1980 due Vespa PX 200 giunsero al traguardo della Paris-Dakar (era la seconda edizione di questa “classica” del deserto), condotte dai piloti M. Simonot e B. Tcherniawsky. La scuderia, di nazionalità francese e organizzata da Jean-François Piot, era assistita dal quattro volte vincitore della 24 Ore di Le Mans Henri Pescarolo.

E la Vespa continua a viaggiare: Giorgio Bettinelli, scrittore e giornalista, nel luglio del 1992 parte da Roma a bordo di una Vespa e nel marzo del 1993 raggiunge Saigon. Nel 1994-95, sempre in Vespa, copre i 36mila chilometri che separano l’Alaska dalla Terra del Fuoco. Nel 1995-96, con partenza da Melbourne in Australia, arriva a Città del Capo e percorre in dodici mesi più di 52mila chilometri. Nel 1997 realizza il viaggio dal Cile alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa, Africa, Asia e Oceania, per 144mila chilometri nell’arco di tre anni e otto mesi, con 90 nazioni attraversate. Il tutto, per oltre 250mila chilometri in Vespa. .

La dolce vita di Vespa
Ma Vespa non è solo un fenomeno commerciale. È un evento che coinvolge la storia del costume. Negli anni della “Dolce Vita” Vespa diventò sinonimo di scooter, i reportage dei corrispondenti stranieri descrivevano l’Italia come “il Paese delle Vespa” e il ruolo giocato da Vespa nel costume non solo italiano è documentato dalla presenza del veicolo in centinaia di film. Ed è una storia che continua anche oggi.

Audrey Hepburn e Gregory Peck in “Vacanze Romane” (1953) infatti sono solo i primi di una lunga serie di attrici e attori internazionali che negli anni sono stati ripresi sullo scooter più famoso del mondo, in film che vanno da “Quadrophenia” ad “American Graffiti”, da “Il talento di Mr. Ripley” fino a “La carica dei 102”, per non parlare di “Caro Diario” o dei recentissimi “Alfie” con Jude Law, “The Interpreter” con Nicole Kidman e il blockbuster “Transformers”.

Nelle foto, nei film e sui set, Vespa è stata “compagna di viaggio” di nomi quali Raquel Welch, Ursula Andress, Geraldine Chaplin, Joan Collins, Jayne Mansfield, Virna Lisi, Milla Jovovich, Marcello Mastroianni, Charlton Heston, John Wayne, Henry Fonda, Gary Cooper, Anthony Perkins, Jean-Paul Belmondo, Nanni Moretti, Sting, Antonio Banderas, Matt Damon, Gérard Depardieu, Jude Law, Eddie Murphy, Owen Wilson e Nicole Kidman.

1946-2016, settanta anni di Vespa: i modelli che hanno fatto la storia
Dalla prima Vespa del 1946, con i suoi 98 cc, alla Granturismo del 2003, alla Vespa GTS 300 Super del 2008, alle recentissime serie speciali GTV e LXV, per arrivare alla Vespa 946 che ha debuttato l’8 novembre 2011 all’EICMA, il 69° Salone del Motociclo di Milano: sono più di 150 i diversi modelli, versioni e varianti di Vespa – identificabili da diversi “codici telaio” – prodotti da Piaggio. Questi veicoli segnano l’evoluzione tecnica dello scooter più famoso del mondo: in occasione del lancio della Vespa ET4, nel 1996, si calcolò che in tutti quegli anni, rispetto al progetto originale, erano state apportate oltre 20mila modifiche e sostituiti più di 1.500 particolari.

È difficile selezionare, in un’evoluzione di prodotto che abbraccia oltre sessant’anni, gli scooter Vespa maggiormente rappresentativi. Alcuni di essi – perché appartenenti a serie speciali, o perché rapidamente sostituiti da Piaggio con versioni successive – godono del favore degli appassionati e presentano valutazioni elevate nel mercato degli scooter d’epoca, estremamente attivo in tutto il mondo. Altri, per i grandi volumi di produzione e per la lunga permanenza in gamma, oltre a rappresentare dei “classici”, hanno lasciato un segno nella storia della mobilità su due ruote.

Non mancano, nella storia di Vespa, autentici record di natura tecnica che ogni volta rinnovano una storia di innovazione intimamente collegata all’evoluzione dello scooter più famoso e diffuso del mondo: solo per citare alcuni dei più recenti exploit, Piaggio nel 1997 con Vespa ET2 Iniezione ha lanciato il primo scooter 2 tempi a iniezione diretta della storia, un primato tecnologico ribadito nel 2000 con il lancio – su Vespa ET4 50 4T – della prima motorizzazione europea 50cc quattro tempi. Nel 2005, con Vespa GTS, Piaggio ha presentato il primo scooter mondiale con motore 250cc Euro3 a iniezione elettronica.

Vespa 98, 1946 – È la prima Vespa. È equipaggiata con un motore 98 cc che eroga una potenza di 3,2 CV a 4.500 giri/minuto per una velocità di 60 Km/ora. Rimane in produzione per due anni: nel 1946 vengono prodotti i veicoli dal numero 1 al 2464; nel ‘47 quelli dal n° 2465 al 18079. Vespa 125, 1948 – È la prima Vespa 125 cc. Differisce dalla 98, oltre che per la cilindrata, per l’introduzione della sospensione posteriore; viene modificata anche la sospensione anteriore. Vespa 125, 1953 – Segna una prima, importante evoluzione del propulsore: cambiano le misure di alesaggio per corsa e la distribuzione. Aumenta la potenza (5 CV a 5mila giri), che porta la velocità massima a 75 Km/h. Nuovo il disegno della carenatura nella parte posteriore. Vespa 125 “U”, 1953 – Caratterizzata dall’estetica spartana, è la versione “Utilitaria”, venduta a 20mila lire in meno rispetto alla 125 più moderna. Per la prima volta appare in Italia il faro montato in alto sul manubrio (già introdotto su alcuni modelli destinati ai mercati esteri). Vespa 150 GS, 1955 – Viene definito dagli esperti come “il modello più apprezzato, imitato e ricordato”. Numerose le innovazioni: per la prima volta appaiono il motore 150 cc, il cambio a 4 marce, la sella lunga di serie, il gruppo manubrio-fanale “carenato”, le ruote con pneumatici da 10”. Vespa raggiunge il “traguardo” dei 100 Km/ora. Anche il design cambia, con una carrozzeria decisamente più aerodinamica. Vespa 160 GS, 1962 – Nasce per continuare il successo commerciale della prima GS, e vanta un design completamente nuovo. Nuovi anche il silenziatore di scarico, il carburatore e le sospensioni. La potenza è di 8,2 CV a 6.500 giri. Vespa 150 GL, 1963 – Ancora nuovo design per quella che è definita “tra le più belle Vespa realizzate dagli stilisti Piaggio”. Nuovo il manubrio, il faro trapezoidale, il parafango anteriore ed i cofani posteriori snelliti. Vespa 50, 1964 – È la prima Vespa 50 cc. Nasce per le nuove normative del Codice della Strada italiano, che impongono la targa ai veicoli di cilindrata superiore. Eccezionalmente versatile ed affidabile, presenta un motore di nuova architettura, con il cilindro inclinato di 45° anziché orizzontale. È l’ultimo progetto firmato da Corradino D’Ascanio. Vespa 180 SS, 1965 – Segna un nuovo traguardo nella crescita della cilindrata (181,14 cc) e con 10 CV di potenza consente di arrivare a 105 Km/ora. La 180 SS (Super Sport) sostituisce la gloriosa GS 150/160 cc. Piaggio modifica lo scudo anteriore, rendendolo più aerodinamico, e apporta sostanziali migliorie al comfort di guida, alla maneggevolezza e alla tenuta di strada. Vespa 125, 1966 – Battezzata non ufficialmente “nuova 125”, presenta innovazioni radicali al design, al telaio, al motore (inclinato di 45°) e alle sospensioni. Vespa Super Sprint 90, 1966 – Serie speciale derivata dalla Vespa 50/90 cc e dalla “nuova 125”, è caratterizzata dal bauletto posto tra la sella e lo sterzo per favorire la guida “distesa”. Stretto e basso il manubrio, radicalmente nuovi anche il parafango e lo scudo, rastremati. Con soli 90 cc di cilindrata, raggiunge i 93 Km/ora. Vespa 125 Primavera, 1968 – È, insieme alla successiva PX, il modello più longevo di Vespa. Deriva dalla “nuova 125” ma presenta notevoli differenze nel propulsore, che consente un incremento di 10 Km/ora nella velocità massima. Curate le rifiniture, che comprendono il classico e praticissimo gancio appendiborsa. Vespa 180 Rally, 1968 – Con questo nuovo veicolo Piaggio generalizza su tutta la produzione il sistema di ammissione a distribuzione rotante. Inedito il motore, nuovo e più potente il faro anteriore, il telaio – derivato dalla Vespa 150 Sprint – è più stretto e aerodinamico di quello della Super Sport. Vespa 50 Elestart, 1970 – Presenta la grande novità dell’avviamento elettrico, ma anche il design è completamente rivisitato e arricchito rispetto alla 50 Special. Vespa 200 Rally, 1972 – Piaggio raggiunge un nuovo top nella cilindrata di Vespa. Questo modello, con 12,35 CV a 5.700 giri, tocca i 116 Km/ora. Vespa 125 Primavera ET3, 1976 – La sigla significa “Elettronica 3 travasi”, e segna importanti modifiche al propulsore, reso più potente e brioso. Variata anche l’estetica rispetto alla Primavera standard (mantenuta in gamma). Vespa P 125 X, 1978 – La “PX” segna un nuovo passo avanti nell’estetica (la carrozzeria è interamente ridisegnata) e nelle prestazioni. Caratteristico il bauletto posto dietro allo scudo. Nello stesso anno viene presentata la P 200 E, che rispetto al modello 125 vanta la possibilità di essere munita di lubrificazione separata e di lampeggiatori direzionali integrati nella carrozzeria. Tre anni dopo viene presentata la PX 150 E, che offre prestazioni intermedie tra i due modelli. Vespa PK 125, 1983 – Sostituisce la Vespa Primavera (standard ed ET3). Nuova l’estetica; inoltre la carrozzeria della PK è completamente diversa da quelle degli scooter precedenti, perché le saldature della scocca non sono più sovrapposte, ma intere. Vespa PK 50, 1983 – Sostanzialmente identica alla PK 125, è presentata nei due modelli PK 50 e PK 50 S, ambedue con cambio a 4 velocità e accensione elettronica. Vespa PK 125 Automatica, 1984 – Viene introdotto su Vespa il cambio automatico, forse la modifica più radicale (almeno dal punto di vista dell’utente) dal 1946. La presenza del cambio automatico è sottolineato dall’assenza del freno a pedale, sostituito dalla leva posta alla manopola sinistra (che non deve governare la frizione, automatica). È offerta anche con miscelatore automatico olio-benzina e avviamento elettrico. L’anno successivo, viene lanciata anche la Vespa PK 50 Automatica. Vespa T 5 Pole Position, 1985 – Anche la serie PX trova, con la T 5, il modello “supersportivo”. Nuovo il motore, con cilindro in alluminio a 5 travasi; ma nuovo anche il design, soprattutto al posteriore e nell’area del fanale anteriore, integrato con un aggressivo cupolino dotato di un piccolo parabrezza in plexiglas. Uno spoiler arricchisce lo scudo. Vespa 50 N, 1989 – Le modifiche apportate al Codice della Strada italiano consentono ai 50 cc di svincolarsi dal limite di potenza di 1,5 CV, e Piaggio presenta un nuovo “vespino” più performante (oltre 2 CV a 5mila giri) e caratterizzato da una veste estetica inedita dalla linee più “morbide”.

Vespa ET4 125, 1996 – Prima Vespa con motore 4 tempi, è il modello “nuova generazione” lanciato in occasione del cinquantenario. Nel 1997 e 1998 è risultato il veicolo due ruote targato (moto incluse) più venduto in tutta Europa ed è stata seguita dalla versione ET2 50 cc e, nel 1999 anche dalla classica ET4 150 cc. Vespa ET4 50, 2000 -. È la prima Vespa 50 dotata di motore 4 tempi, e grazie alle caratteristiche del suo propulsore stabilisce un vero e proprio record di autonomia: oltre 500 km con un pieno di benzina. Vespa PX, 2001 – Freno a disco anteriore, accurati interventi estetici, nuovi colori e il ritorno al logo Vespa “storico” per la intramontabile PX, che ha superato la straordinaria cifra di tre milioni di unità prodotte e vendute in oltre 30 anni di carriera. Rinnovata ancora nel 2011 è oggi offerta nelle cilindrate 125 e 150. Vespa PX è un “evergreen” anche grazie all’unicità del cambio a 4 marce al manubrio e alla possibilità di installare la ruota di scorta laterale. Vespa Granturismo 200L e 125L, 2003 – La Granturismo è stata la Vespa più grande e potente mai realizzata sino a quel momento. Nelle versioni 200L e 125L, coniuga i valori emozionali di Vespa con le soluzioni progettuali più avanzate: è la prima Vespa con motori quattro tempi quattro valvole raffreddati a liquido (che rispondono ai nuovi standard Euro2 sulle emissioni); la prima con ruote da 12 pollici, e con un sistema di frenatura interamente a disco. La carrozzeria in acciaio è, ancora una volta, il segno di una filosofia di costruzione esclusiva. Vespa LX, 2005 – È il ritorno, in un’attualissima chiave stilistica e tecnica, del “vespino”, il modello a scocca piccola che da oltre 40 anni si affianca al “vespone” di grandi dimensioni. Vespa LX sostituisce la gloriosa Vespa ET (oltre 460mila esemplari venduti dal 1996) ed è disponibile in quattro moderne ed ecologiche motorizzazioni: 50cc due e quattro tempi, 125 e 150cc quattro tempi. Vespa GTS 250 i.e., 2005 – Cinquant’anni dopo la nascita della Vespa GS (Gran Sport), primo scooter sportivo della storia e tuttora ricercatissima da appassionati e collezionisti, Vespa GTS 250 i.e. riprende quel mito di elegante sportività e si rivela come la Vespa più potente, veloce e tecnologicamente dotata. A partire dal novembre 2011 Vespa GTS è “cresciuta” fino alla classe 300, spinta da un modernissimo e potente motore 4 valvole, raffreddato a liquido e dotato di iniezione elettronica, Vespa GTS è frenata da un superbo impianto a doppio disco.

Vespa GTV e LXV, 2006 – Nate per celebrare il mito assoluto del mondo due ruote, Vespa LXV e Vespa GTV recuperano e reinterpretano gli elementi più caratteristici degli anni ‘50 e ‘60 nella loro forma e nella loro funzione. Vespa GTV, offerta nelle cilindrate 125 e 250, si distingue per il gruppo ottico anteriore posizionato sul parafango, come sul primo prototipo del 1946, mentre Vespa LXV, che monta propulsori da 50, 125 e 150cc, si ispira alle linee morbide ed essenziali dei modelli anni ‘60, in una versione snella e minimale su cui spicca il manubrio a vista e la sella in due pezzi. Vespa GT 60°, 250cc, 2006 – È il regalo che Vespa ha voluto fare ai suoi appassionati per festeggiare il suo sessantesimo compleanno: materiali raffinati e lavorazioni esclusive per un oggetto unico, un’edizione limitata prodotta in soli 999 esemplari e destinata a rimanere uno dei capisaldi nella storia di Vespa. Vespa S 50 e 125, 2007 – Il fascino del “Vespino” sportivo rivive nelle forme della nuovissima Vespa S: un gioco di citazioni, di richiami, per declinare al presente l’anima più giovane e sportiva di Vespa. L’estetica rigorosamente minimalista di Vespa S raccoglie direttamente l’eredità di modelli mito degli anni ’70 come la 50 Special e la Vespa Primavera. Vespa GTS 300 Super, 2008 – Vespa GTS 300 Super porta nella classe “over 250” l’eleganza esclusiva di Vespa. La classicità e lo stile unico di Vespa si sposano a un’evidente vena di sportività e le linee raffinate di Vespa acquisiscono un aspetto decisamente grintoso. Vespa GTS 300 Super incarna così, in chiave sportiva e moderna, i valori di stile, comodità, sicurezza e robustezza del marchio Vespa.

Spinta da un modernissimo e potente motore a 4 valvole raffreddato a liquido e dotato di iniezione elettronica, omologato Euro3, Vespa GTS 300 Super si distingue per le straordinarie doti di elasticità e brillantezza del propulsore che ne fanno una vera “bruciasemafori”. Vespa S 50 e Vespa LX 50 4Valvole, 2009 – Il nuovo motore 50cc, quattro tempi quattro valvole porta alla riscoperta di una cilindrata “mitica”, pietra miliare nella storia di Vespa. Grazie all’adozione della nuova distribuzione a 4 valvole, la brillantezza del nuovissimo propulsore non ha niente da invidiare a quella dei cinquantini a due tempi (con 4,35 CV è il più potente 50 cc 4 tempi sul mercato) ma i consumi e le emissioni restano quelle proprie dei motori quattro tempi. Con l’adozione di questo nuovo propulsore Vespa ribadisce un primato tecnologico che dura da oltre sessanta anni.

Vespa LX 3V e Vespa S 3V – A giugno 2012 su Vespa LX e Vespa S debutta un nuovo motore, a buon diritto considerato lo stato dell’arte in questo segmento e destinato a precorrere i tempi per le ottime prestazioni e per i livelli minimi di consumi ed emissioni arrivando a percorrere 55km/l e abbattendo le emissioni di Co2 del 30%. Con il nuovo e tecnologicamente avanzatissimo propulsore 125-150 4T a 3 Valvole Piaggio apre, ancora una volta, una finestra sul futuro della tecnologia motoristica. Si tratta di un monocilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a camme in testa a 3 valvole (2 di aspirazione e 1 di scarico) e alimentazione a iniezione elettronica, studiato e costruito negli stabilimenti di Pontedera, tra i centri di ricerca e sviluppo più evoluti a livello mondiale, con l’obiettivo di aumentare le prestazioni e diminuire i consumi di carburante e le emissioni inquinanti.

Vespa GTS ABS ASR. Nel 2014 Vespa GTS si rinnova con l’adozione dei più avanzati e tecnologici sistemi elettronici di supporto alla guida: Sistema di frenata ABS a due canali e Controllo di trazione ASR. Vespa conferma così la sua avanguardia tecnologica che sempre ne ha segnato la storia e si presenta come uno dei veicoli più moderni, avanzati e sicuri del panorama mondiale.

I Vespa Club
Il mito di Vespa è nato praticamente insieme al veicolo. Tanto da spingere molti, già dal 1946, ad associarsi nel nome di Vespa. Nacquero così i primi Vespa Club. Prima in Italia poi all’estero, una storia lunghissima e fatta di passione che ha portato, nel 2006, in coincidenza con il 60° anniversario di Vespa, alla nascita del Vespa World Club.

Il sorgere dell’associazionismo tra Vespisti è intimamente legato alla diffusione della Vespa sui mercati internazionali: nel 1953 le stazioni di servizio Piaggio nel mondo sono già oltre 10mila, dall’Europa, all’Asia all’America. I Vespa Club accomunavano nel mondo già allora oltre cinquantamila appassionati.

Ma sin dagli anni Quaranta Enrico Piaggio – coadiuvato dal giornalista sportivo Renato Tassinari – aveva organizzato convegni e raduni, creando attorno a Vespa un’atmosfera d’interesse crescente con ogni tipo di iniziative, tra le quali la fondazione e diffusione dei Vespa Club, organizzazioni di fans di Vespa, capaci non solo di diffondere l’immagine dello scooter, ma di documentare l’efficienza della rete commerciale e di assistenza.

Nel 1948, in occasione della Fiera Campionaria di Milano, i Vespa Club nazionali organizzano un rally dal nome “sciame d’argento”, per il caratteristico colore verde argentato della prima Vespa. È il primo grande raduno che avrà un’eco straordinaria.

Nel 1951 alla Giornata Italiana della Vespa partecipano 20mila Vespisti. Per tutti gli anni ’50 furono all’ordine del giorno gare di ogni tipo, giri regionali e nazionali in Italia e all’estero (celebri il Giro della Svizzera, il Giro dei tre Mari su un percorso di 2mila Km, l’Audax Femminile, la 1mila Km).

Viaggiare e incontrarsi in Vespa diventa sinonimo di libertà, di fruibilità degli spazi, di più facili rapporti sociali: insomma la Vespa diventa un fenomeno di costume che caratterizza un’epoca e che trova testimonianze infinite nel cinema, nella letteratura, nelle immagini pubblicitarie di molti prodotti, nei comportamenti di una società che cambia e che vuole uscire rapidamente dalla distruzione della guerra.

Il Vespa Club Europa viene fondato a Milano l’8 febbraio 1953, per volontà unanime dei delegati rappresentanti dei Vespa Club d’Italia, Belgio, Francia, Germania, Olanda e Svizzera, allo scopo di coordinare e sviluppare i rapporti, le iniziative e i collegamenti tra i Vespisti dei singoli Paesi.

Due mesi dopo la costituzione, alle sei nazioni fondatrici si aggiungono Austria, Danimarca, Gran Bretagna, Portogallo, Spagna e Svezia. Nasce successivamente il Vespa Club Mondial, che verrà denominato – insieme a quello europeo – Fédération Internationale des Vespa Clubs (sciolta il 30 novembre 2005).

Il 14 marzo 2006 è nato il Vespa World Club, che raccoglie le funzioni di coordinamento e di promozione di tutte le organizzazioni vespistiche del mondo. Questa nuova associazione, della cui costituzione Piaggio è stata promotrice, è nata per fare tesoro delle migliori esperienze e iniziative messe in campo dai vespisti delle diverse nazioni, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle associazioni nazionali e di essere al fianco di tutti i Vespa Club. A oggi sono 40 i Vespa Club Nazionali associati, e i soci sono oltre 60mila in tutto il mondo.

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